Discussione sui traducenti di forestierismi

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Federico
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Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 15:39

Marco1971 ha scritto:Allora ho frainteso e me ne scuso. :)
Si figuri, è colpa mia: per evitare di inserire un interminabile inciso, ho azzardato che si potesse comprendere comunque, riservandomi di spiegare in seguito ciò che intendevo dire. Limiti della comunicazione informatica. :wink:
Incarcato ha scritto:Allora, procedendo con ordine, dibattito per me non va bene: è un sostituto debole rispetto a talk show, nessuno capirebbe d'acchito: vien da pensare a un dibattito qualunque.
Mi pareva di averlo già detto, ma alla fine la traduzione migliore per me è salotto (televisivo).
Certo, ora è usato solo in certi casi ben precisi (in senso spregiativo), ma alla fin della fiera si può estendere tranquillamente a tutti.
Incarcato ha scritto:Retropalco è semplicemente un traducente in piú (che ho trovato in qualche libro di Croce, se non sbaglio).
Non discuto che possa essere un traducente valido, ma oltre un certo punto proporne di sempre nuovi (quando quelli già presenti sono più che sufficienti ad esprimere il concetto o i concetti in questione) è controproducente, non crede? Lo stesso per sponsore e classamento.
Incarcato ha scritto:Società extraterritoriale non lo dirà mai nessuno — io credo — tra coloro che praticano il settore, perché extraterritoriale ha già una ben precisa definizione giuridica
Be', ma il significato attuale di extraterritoriale non è applicabile ad una società, bensì solo ad un luogo (naturalmente questo non è il mio campo per cui potrei sbagliarmi), quindi è del tutto impossibile confondersi. "Società caimano" potrebbe andare bene in un giornale che si schiera dalla parte di consumatori truffati, ma crede davvero che possa essere usato in tribunale? Impossibile: siamo in Italia, non dimentichiamocelo.
Incarcato ha scritto:se lei parla con un informatico, vedrà che discrimina tra virus, worm e bachi: gli informatici, se non avranno il traducente per worm, non diranno virus, ma worm, appunto.
Sì, lo so che virus, worm e trojan sono cose diverse (non mi chieda come perché non lo so, naturalmente, né mi interessa impararlo), ma dato che sono tutti "intrusi" mi sembra strano adottare questo termine come traduzione specifica di uno di essi...
Ultima modifica di Federico in data mer, 16 nov 2005 18:21, modificato 1 volta in totale.

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Intervento di Incarcato » mer, 16 nov 2005 16:52

Su extraterritoriale il punto è che usare un termine ben preciso come questo applicandolo ad un campo che tocca il diritto è usarlo a sproposito.

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Federico
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Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 18:20

Incarcato ha scritto:Su extraterritoriale il punto è che usare un termine ben preciso come questo applicandolo ad un campo che tocca il diritto è usarlo a sproposito.
Non sono d'accordo: non è usarlo a sproposito semplicemente perché è un ambito diverso (balza agli occhi, perché una società non può essere "extraterritoriale" nel senso comune).
Per quanto riguarda invece l'appropriatezza di una simile accezione attribuita a "extraterritoriale", mi pare che sia indiscutibile: l'idea è sempre quella.

Ah, riporto alla vostra attenzione car sharing: ho l'impressione che per questo serva un neologismo (magari vi viene l'ispirazione). Miku aveva proposto "passavettura", che non è niente male (anche se mi lascia qualche riserva, nel senso che non è propriamente chi usa l'auto a "passarla" ad un altro, dato che è una cosa gestita da terzi, ma dopotutto va bene comunque).
C'è poi da aggiungere car pooling, che consiste invece nel viaggiare in auto in molti (mentre spesso vale l'equazione un'auto, un passeggero). Vi viene in mente qualche traduzione efficace?
Ultima modifica di Federico in data mer, 16 nov 2005 18:29, modificato 1 volta in totale.

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Intervento di Incarcato » mer, 16 nov 2005 18:28

Credo che converrà con me che quando noi diciamo società per azioni, società capogruppo, società di persone eccetera noi stiamo definendo in modo ben preciso un modello societario.
Ora, appurato che in àmbito giuridico extraterritoriale ha un significato chiaro e distino (per dirla con Cartesio), l'attribuirlo a una società porta — per il principio di analogia — a pensare qualcosa che invece non è.
Se, invece, noi ricorriamo a un termine (non necessariamente quello da me proposto) « extra-giuridico », la confusione non c'è piú.

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Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 18:31

Incarcato ha scritto:appurato che in àmbito giuridico extraterritoriale ha un significato chiaro e distino (per dirla con Cartesio), l'attribuirlo a una società porta — per il principio di analogia — a pensare qualcosa che invece non è.
E cosa, di grazia?

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Intervento di Incarcato » mer, 16 nov 2005 18:45

Sembrerebbe quasi una società con privilegi garantiti solo agli stati sovrani. Una società è sempre sottoposta per qualche verso alla legge dello Stato in cui risiede la sua sede legale e le sue varie filiali.

Società extraterritoriale mi fa pensare a una società che sta su una nave e veleggia nelle acque internazionali...

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Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 19:03

Incarcato ha scritto:Sembrerebbe quasi una società con privilegi garantiti solo agli stati sovrani. Una società è sempre sottoposta per qualche verso alla legge dello Stato in cui risiede la sua sede legale e le sue varie filiali.
Ma è assurdo... Ora, non m'intendo di diritto, ma solo un luogo può essere extraterritoriale, no?
Ad esempio, una recente proposta di legge vuole rendere extraterritoriali le residenze delle più alte cariche dello Stato (se non ricordo male). Ma, appunto, sono le loro residenze ad essere extraterritoriali, non le persone, che semmai avranno delle immunità.
Per questo dico che non può esserci confusione: dato che solo ad un luogo può essere conferita l'extraterritorialità, è ovvio che se parliamo di società extraterritoriale stiamo dicendo qualcosa di nuovo, no?

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EXTRATERRITORIALE

Intervento di Uri Burton » mer, 16 nov 2005 20:17

Federico ha scritto:Ma è assurdo... Ora, non m'intendo di diritto, ma solo un luogo può essere extraterritoriale, no?
Ad esempio, una recente proposta di legge vuole rendere extraterritoriali le residenze delle più alte cariche dello Stato (se non ricordo male). Ma, appunto, sono le loro residenze ad essere extraterritoriali, non le persone, che semmai avranno delle immunità.
Per questo dico che non può esserci confusione: dato che solo ad un luogo può essere conferita l'extraterritorialità, è ovvio che se parliamo di società extraterritoriale stiamo dicendo qualcosa di nuovo, no?
Il termine extraterritorialità è mutuato dal diritto internazionale sia consuetudinario sia convenzionale. Per comprenderne il significato bisogna ricordare che è usato metaforicamente e non letteralmente. In altre parole indica l’immunità, quasi mai assoluta, d’un ente dalla giurisdizione dello Stato in cui è per qualche ragione presente. Di qui la metafora. Una società registrata a Jersey non è quindi extraterritoriale in nessun altro Paese in cui le capiti di operare, perché le autorità locali possono sempre intervenire per frenarne gli abusi, e è ancor meno extraterritoriale nello Stato di bandiera, perché è in ogni caso soggetta alle sue leggi e ai suoi regolamenti, quali che essi siano. Alle residenze delle alte cariche italiane, per soffermarci sul suo esempio, potrebbe benissimo essere concessa per legge l’extraterritorialità. Si tratterebbe d’immunità conferita alle persone limitatamente alla loro abitazione. Il quadro, come si vede, non cambia.

Cordialmente,

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Re: EXTRATERRITORIALE

Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 20:50

Uri Burton ha scritto:Il termine extraterritorialità [...] indica l’immunità, quasi mai assoluta, d’un ente dalla giurisdizione dello Stato in cui è per qualche ragione presente.
Ah. Questa accezione non sembra essere lemmatizzata, ma se lei ci dice che è già in uso, tanto meglio.

Tornando a car sharing e car pooling ho constatato (nel Corsera! :shock: ) che sono in uso "auto in affitto" e "auto condivisa".

Incarcato, posso chiederle se è possibile eliminare "baipassare"? Il fatto è che includere ancche questa forma sembra un'implicita ammissione dell'insufficienza di "aggirare" - finora non dimostrata -, che potrebbe solo avere effetti deleteri (dato che comunque nessuno scriverà mai baipassare per tema di essere preso per un ignorante - non del tutto a torto, direi -).

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Intervento di Federico » mer, 16 nov 2005 21:49

Un'obiezione che m'è venuta guardando la lista.
Per edutainment, ludoistruzione mi sembra inadeguato: personalmente mi dà l'idea di significare "educazione attraverso il gioco", cosa che è sicuramente positiva, al contrario di edutainment che implica un'educazione mancata, in quanto solo una scusa per "intrattenere", cioè conquistare ascolti e quindi introiti pubblicitari.

Nessun commento su retroterra per hinterland?

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miku
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Intervento di miku » mer, 16 nov 2005 21:58

Il Sansoni:

Hinterland n. (-[e]s)

1 (einer Stadt) retroterra m., hinterland m.

2 (einer Küste) entroterra f.


Di una città, retroterra; di costa, entroterra.

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Intervento di Incarcato » gio, 17 nov 2005 11:38

Per me va bene, caro Federico, ma a patto che lei espuga società extraterritoriale. :twisted:

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Intervento di Infarinato » gio, 17 nov 2005 13:13

Incarcato ha scritto:Per me va bene, caro Federico, ma a patto che lei espunga società extraterritoriale. :twisted:
Ma, se tutto il problema sta in quell’offshore, perché non ricorrere a una traduzione, al contempo piú «letterale» e piú «generica», quale «oltre confine», «fuoriporta» o simili?

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Intervento di Incarcato » gio, 17 nov 2005 13:17

Scherzavo, caro Infarinato... :wink: Sono aperto a qualsisai proposta.

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Intervento di Federico » gio, 17 nov 2005 18:39

Incarcato ha scritto:Per me va bene, caro Federico, ma a patto che lei espunga società extraterritoriale. :twisted:
Chiede troppo: il prezzo di "società extraterritoriale" è più alto, perché è sostenuto anche da altri (senza contare il suo primo proponente, Marco), mentre baipassare non sembra trovare giustificazione alcuna. :twisted:
Incarcato ha scritto:Scherzavo, caro Infarinato... :wink:
Naturale. :wink:
Infarinato ha scritto:
Incarcato ha scritto:Per me va bene, caro Federico, ma a patto che lei espunga società extraterritoriale. :twisted:
Ma, se tutto il problema sta in quell’offshore, perché non ricorrere a una traduzione, al contempo piú «letterale» e piú «generica», quale «oltre confine», «fuoriporta» o simili?
Ma... ho interpretato male il suo messaggio o Uri Burton ci ha appena detto che "società extraterritoriale" è un'espressione perfettamente conforme alla consuetudine attuale? E allora perché stiamo ancora discutendo? :?:

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