Ancora sulla terminologia linguistica

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Roberto Crivello
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Ancora sulla terminologia linguistica

Intervento di Roberto Crivello »

Infarinato [url=viewtopic.php?p=36700#p36700]qui[/url] ha scritto:Diverso il caso di una «dislocazione a sinistra» (o «anticipazione», come preferiva chiamarla il Castellani: quando si parla, non c’è nessuna sinistra o destra, ma solo un prima e un dopo ;))…
Ma non si dice continuamente in questa sede che la lingua non è uno strumento logico-matematico e quindi non è necessario che le parole corrispondano esattamente al significato proprio?

Che la lingua è anche il risultato dell'uso e delle convenzioni?

E la dislocazione a sinistra non si usa anche nello scritto, e lo scritto non descrive il parlato se necessario, e non scriviamo e leggiamo da sinistra a destra per cui questi due concetti vengono a identificarsi con prima e dopo?
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GianDeiBrughi
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Re: Un italiano che dovrebbero impararlo tutti

Intervento di GianDeiBrughi »

Se per assurdo l'italiano venisse scritto coll'alfabeto arabo (e non sarebbe neanche impossibile) allora la dislocazione a sinistra diventerebbe una dislocazione a destra!
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Re: Un italiano che dovrebbero impararlo tutti

Intervento di Carnby »

GianDeiBrughi ha scritto:Se per assurdo l'italiano venisse scritto coll'alfabeto arabo (e non sarebbe neanche impossibile) allora la dislocazione a sinistra diventerebbe una dislocazione a destra!
No, perché il punto di riferimento (l'inizio del periodo) cambierebbe. :wink:
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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

:shock: Non la seguo, caro Carnby: ciò che dice sarebbe vero per il prima e il dopo, appunto, o, il che è lo stesso, per il davanti e il dietro, non per la destra e la sinistra… a meno di dare la schiena al foglio (o di mettersi sotto la scrivania e di scriverci attraverso).

Esistono, ovviamente, anche una destra e una sinistra relative al punto che «si muove lungo la frase», ma sono perpendicolari al foglio (e quindi non c’interessano).
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Ferdinand Bardamu
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Re: Un italiano che dovrebbero impararlo tutti

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Roberto Crivello ha scritto:Ma non si dice continuamente in questa sede che la lingua non è uno strumento logico-matematico e quindi non è necessario che le parole corrispondano esattamente al significato proprio?
Però qui stiamo parlando di linguaggio scientifico — benché si tratti di scienze umane. E giacché viene prima il parlato dello scritto, sarebbe piú corretto usare anticipazione, che, tra l’altro, vale per entrambi i canali.

Allo stesso modo, un calco come referente, illogico in italiano, dovrebb’essere sostituito da qualcosa come designato o cosa designata (altra proposta di Castellani, come lei sa molto meglio di me, naturalmente).
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GianDeiBrughi
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Re: Un italiano che dovrebbero impararlo tutti

Intervento di GianDeiBrughi »

Carnby ha scritto:No, perché il punto di riferimento (l'inizio del periodo) cambierebbe. :wink:
Mi sa di essermi spiegato male, però provando mi par proprio che si sposti a destra:

Dovrebbero impararlo tutti l'italiano.
دڤرابّر امپرارل تتّ لاتليان

L'italiano dovrebbero impararlo tutti.
لاتليان دڤرابّر امپرارل تتّ

Naturalmente per trascrivere mi sono preso qualche libertà.
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Infarinato
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Re: Ancora sulla terminologia linguistica

Intervento di Infarinato »

Roberto Crivello ha scritto:
Infarinato [url=viewtopic.php?p=36700#p36700]qui[/url] ha scritto:Diverso il caso di una «dislocazione a sinistra» (o «anticipazione», come preferiva chiamarla il Castellani: quando si parla, non c’è nessuna sinistra o destra, ma solo un prima e un dopo ;))…
Ma non si dice continuamente in questa sede che la lingua non è uno strumento logico-matematico e quindi non è necessario che le parole corrispondano esattamente al significato proprio?
Caro Roberto, in parte le ha già risposto Ferdinand.

Per parte mia, io mi sono semplicemente limitato a riportare il pensiero del Castellani, che converrà forse citare per intero (e che contiene l’obbiezione del nostro Gianni :D):
Arrigo Castellani ha scritto:Io […] non userei i termini «dislocazione a destra» e «dislocazione a sinistra», dal momento che nella lingua parlata non esistono né la destra né la sinistra, ma solo il prima e il dopo (senza contare che anche nella scrittura la destra e la sinistra possono esser rovesciate, come per esempio in arabo, in ebraico e nell’uso di Leonardo da Vinci)
(Arrigo Castellani, Ancora sull’“italiano dell’uso medio” e l’italiano normale, «Studi linguistici italiani» XX [1994], 123–6, ora in: Id., Nuovi saggi di linguistica e filologia italiana e romanza [1976-2004], «Salerno Editrice», Roma 2010, vol. I, pp. 233–6 [si cita da quest’edizione], p. 234).

Tuttavia, ogni tanto un po’ di sano burbachismo terminologico non fa male. A tal proposito mi fa sempre molto piacere ricordare la bacchettata data dallo stesso Castellani all’allora giovane Lepschy, che gli rimproverava un che di «sofistico» nel voler insistere sul fatto che il «fonema [andasse] inteso come elemento differenziatore di di significanti e non di significati, e che perciò il significato non [andasse] affatto preso in considerazione nell’analisi fonologica» (Giulio C. Lepschy, La linguistica strutturale, «Einaudi», Torino 1966, p. 164):
Arrigo Castellani ha scritto:Il discorso del Lepschy mi sembra inesatto e fuorviante. Io non ho detto che «il significato non va affatto preso in considerazione» nell’analisi fonematica. Mi sono limitato, nella definizione del fonema, a usare la parola giusta che, come ha posto in rilevo il Buyssens e ribadito il Cantineau, è significanti e non significati. Ciò non toglie che il significato abbia primaria importanza. Le differenze tra i significanti corrispondono di norma a differenze tra i significati. Di norma, ma non sempre: si pensi alle coppie d’allotropi come denaro / danaro, frontespizio / frontispizio, lacrima / lagrima, ecc., o a una coppia come tra / fra, citata dallo stesso Lepschy poco piú oltre
(Arrigo Castellani, «Postilla [1977]» a «Fonotipi e fonemi in italiano [1956]», Saggi di linguistica e filologia italiana e romanza [1946-1976], «Salerno Editrice», Roma 1980, vol. I, pp. 64–9, p. 65).
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Intervento di Carnby »

Infarinato ha scritto:Non la seguo, caro Carnby: ciò che dice sarebbe vero per il prima e il dopo, appunto, o, il che è lo stesso, per il davanti e il dietro, non per la destra e la sinistra… a meno di dare la schiena al foglio (o di mettersi sotto la scrivania e di scriverci attraverso).
Mi sono spiegato male: volevo dire che non cambierebbe la differenza tra le lingue che hanno la dislocazione a sinistra e quelle che hanno la dislocazione a destra: semplicemente s'invertirebbe tra di loro l'etichetta destra/sinistra.
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GianDeiBrughi
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Intervento di GianDeiBrughi »

Io mi riferivo solo all'etichetta infatti, per sottolineare il fatto che dislocare a destra o a sinistra è relativo al verso in cui si scrive. :)
Probabilmente invece di diventerebbe avrei dovuto scrivere verrebbe chiamata.
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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

Infatti; e immaginatevi che confusione per i poveri traduttori! :D

Tanto vale usare un temine che non si presti a equivoci, che perdipiú vale in diamesia. ;)
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