(Ancora) sulla diffusione dei traducenti

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Ferdinand Bardamu
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(Ancora) sulla diffusione dei traducenti

Intervento di Ferdinand Bardamu » dom, 22 mag 2016 23:03

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Benvenuto! :)

Nel fòro di discussione… si discute, perciò ognuno può proporre liberamente il proprio traducente. Le proposte della lista sono invece il risultato di una selezione: non tutti i neologismi presenti in questo filone sono convincenti.

La Crusca ha tenuto a battesimo il gruppo Incipit, che agisce secondo criteri che ci sembrano intelligenti e di buon senso. Bombardare di messaggi l’Accademia per suggerire un traducente mi sembra, nonché contrario all’etichetta della Rete, anche controproducente.

Si può fare un’idea sul nostro pensiero riguardo ai forestierismi spulciando gli altri filoni di questa sezione (in particolare quelli messi in evidenza) e leggendo i saggi di Castellani e Migliorini disponibili alla pagina «Bibliografia» della nostra lista.
Ultima modifica di Ferdinand Bardamu in data lun, 23 mag 2016 18:10, modificato 1 volta in totale.

L'italiano
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Intervento di L'italiano » lun, 23 mag 2016 12:38

La ringrazio delle spiegazioni. Tuttavia le voglio proporre una riflessione. Mi sembra che nell'articolo sul gruppo Incipit a cui si accede dal suo commento i linguisti giustifichino la scelta di usare la parola centri di identificazione in luogo di hotspot soprattutto con la questione del politicamente corretto. Sembra che debbano trovare una scusa! Leggendo anche vari altri articoli o interviste e osservando l'operato della Crusca sembra che abbiano quasi paura ad agire concretamente in difesa dell'italiano con risoluzioni davvero incisive. Di sicuro la creazione del gruppo Incipit è molto positiva, ma mi sembrano pochi 5 comunicati e responsi in un anno, quando sono centinaia le parole ed espressioni inglesi di cui abusiamo o per cui non troviamo un corrispettivo efficace in italiano. :cry: Sembra quasi ci sia una timidezza... :?

È sufficiente vedere invece come si agisce in altri Paesi per capire che da noi non si interviene con sufficiente schiettezza e decisione. Ad esempio in Spagna esiste la Fundaciòn del Espanol Urgente, che - penso lo sappiate - è una branca della Reale Acccademia specificatamente dedicata alla difesa della lingua spagnola e dà chiarimenti e consigli a un ritmo quasi quotidiano con attenzione particolare alle parole inglesi. Inoltre ha un sito molto più accessibile e moderno. Vedere per credere: http://www.fundeu.es/. Perché la Crusca non prende spunto? :? In Francia è il governo stesso che predispone i neologismi! Vorrei che i nostri linguisti non si impegnassero attivamente solo per un uso grammaticalmente corretto della lingua, ma creassero anche neologismi ed espressioni alternative a un ritmo maggiore e con maggiore diffusione mediatica.

A volte qualcuno dice, quasi come una scusa, che la lingua è decisa dai parlanti; è vero, ma tutto dipende da chi influisce su di loro. E chi è che influisce sui parlanti? Oggi i grandi media esercitano un'influenza decisiva, come mai c'è stata nella storia, e introducono moltissimi termini spesso dannosi per la lingua. Allora la questione si sposta su un altro piano. Non è più una semplice decisione dei parlanti. C'è l'interferenza massiccia di entità esterne spesso del tutto disinteressate alla lingua e indifferenti alla sua degenerazione. :x Dunque a questo punto gli ambienti di cultura come l'Accademia hanno il pieno e legittimo diritto (e dovere) di controbattere, di intervenire e di essere un punto di riferimento saldo e creativo.

Così i parlanti avranno un punto di riferimento linguistico sano, solido, al passo coi tempi, ma rispettoso della lingua. Interventi in questo senso sono stati fatti, ma mi sembrano ancora troppo deboli e inadeguati. In un mondo velocizzato come il nostro, le risposte devono essere immediate perché un'errata tendenza linguistica (come avviene per l'abuso di forestierismi e la mancata invenzione di nuove parole italiane) impiega pochissimo ad affermarsi se è ripetuta da tutti i media a tambur battente. Anzi, dico di più, dovremmo fare come in Francia, dovrebbe essere il governo stesso a dare suggerimenti e a introdurre parole nuove, non in senso autoritario, non per un purismo fine a se stesso, ma come legittima risposta e alternativa alle forze disgreganti, perché la lingua è uno dei tratti distintivi della nostra identità e la sua decadenza è sintomo della decadenza della nostra cultura (e alla lunga ne diventa anche causa). Se non sappiamo più pensare in italiano interi settori del sapere come pian piano sta accadendo in economia, questo si ripercuote sullo stato di salute della nostra cultura. CULTURA E IDENTITÀ DEBOLI --> LINGUA IN CATTIVA SALUTE --> CULTURA E IDENTITÀ DEBOLI. Si tratta di un circolo vizioso da cui dobbiamo uscire. :wink:

P.S.: perché non aprire un canale di video sul Tubo in cui si danno consigli sull'uso della lingua e si coniano neologismi? Perché non organizzare una massiccia campagna mediatica? Perché non creare una trasmissione sulla RAI? Ah, giusto, il nostro governo è il primo a contribuire all'impoverimento dell'italiano.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 23 mag 2016 18:33

L'italiano ha scritto:La ringrazio delle spiegazioni. Tuttavia le voglio proporre una riflessione. Mi sembra che nell'articolo sul gruppo Incipit a cui si accede dal suo commento i linguisti giustifichino la scelta di usare la parola centri di identificazione in luogo di hotspot soprattutto con la questione del politicamente corretto. Sembra che debbano trovare una scusa! Leggendo anche vari altri articoli o interviste e osservando l'operato della Crusca sembra che abbiano quasi paura ad agire concretamente in difesa dell'italiano con risoluzioni davvero incisive. Di sicuro la creazione del gruppo Incipit è molto positiva, ma mi sembrano pochi 5 comunicati e responsi in un anno, quando sono centinaia le parole ed espressioni inglesi di cui abusiamo o per cui non troviamo un corrispettivo efficace in italiano. :cry: Sembra quasi ci sia una timidezza... :?
Sono d’accordo con lei. Con questi chiari di luna, anche il poco che sta facendo questo gruppo pare molto.
L'italiano ha scritto:È sufficiente vedere invece come si agisce in altri Paesi per capire che da noi non si interviene con sufficiente schiettezza e decisione. Ad esempio in Spagna esiste la Fundaciòn del Espanol Urgente, che - penso lo sappiate - è una branca della Reale Acccademia specificatamente dedicata alla difesa della lingua spagnola e dà chiarimenti e consigli a un ritmo quasi quotidiano con attenzione particolare alle parole inglesi. Inoltre ha un sito molto più accessibile e moderno. Vedere per credere: http://www.fundeu.es/. Perché la Crusca non prende spunto? :? In Francia è il governo stesso che predispone i neologismi! Vorrei che i nostri linguisti non si impegnassero attivamente solo per un uso grammaticalmente corretto della lingua, ma creassero anche neologismi ed espressioni alternative a un ritmo maggiore e con maggiore diffusione mediatica.
Di tutto ciò abbiamo discusso moltissimo nei quasi dodici anni d’esistenza di Cruscate. Sono moltissime le ragioni per le quali non s’istituisce un ente come quelli spagnolo e francese, ma fra tutti agisce con piú forza il desiderio di evitare un’iniziativa che apparirebbe (assurdamente) come (para)fascista. Se non lo conosce già, le consiglio quest’intervento del presidente della Crusca Marazzini, molto chiaro al riguardo.
L'italiano ha scritto:A volte qualcuno dice, quasi come una scusa, che la lingua è decisa dai parlanti; è vero, ma tutto dipende da chi influisce su di loro. E chi è che influisce sui parlanti? Oggi i grandi media esercitano un'influenza decisiva, come mai c'è stata nella storia, e introducono moltissimi termini spesso dannosi per la lingua. Allora la questione si sposta su un altro piano. Non è più una semplice decisione dei parlanti. C'è l'interferenza massiccia di entità esterne spesso del tutto disinteressate alla lingua e indifferenti alla sua degenerazione. :x Dunque a questo punto gli ambienti di cultura come l'Accademia hanno il pieno e legittimo diritto (e dovere) di controbattere, di intervenire e di essere un punto di riferimento saldo e creativo.
Non è nulla di nuovo per noi, ma anche in questo caso mi trova pienamente d’accordo.
L'italiano ha scritto:Così i parlanti avranno un punto di riferimento linguistico sano, solido, al passo coi tempi, ma rispettoso della lingua. Interventi in questo senso sono stati fatti, ma mi sembrano ancora troppo deboli e inadeguati. In un mondo velocizzato come il nostro, le risposte devono essere immediate perché un'errata tendenza linguistica (come avviene per l'abuso di forestierismi e la mancata invenzione di nuove parole italiane) impiega pochissimo ad affermarsi se è ripetuta da tutti i media a tambur battente. Anzi, dico di più, dovremmo fare come in Francia, dovrebbe essere il governo stesso a dare suggerimenti e a introdurre parole nuove, non in senso autoritario, non per un purismo fine a se stesso, ma come legittima risposta e alternativa alle forze disgreganti, perché la lingua è uno dei tratti distintivi della nostra identità e la sua decadenza è sintomo della decadenza della nostra cultura (e alla lunga ne diventa anche causa). Se non sappiamo più pensare in italiano interi settori del sapere come pian piano sta accadendo in economia, questo si ripercuote sullo stato di salute della nostra cultura. CULTURA E IDENTITÀ DEBOLI --> LINGUA IN CATTIVA SALUTE --> CULTURA E IDENTITÀ DEBOLI. Si tratta di un circolo vizioso da cui dobbiamo uscire. :wink:

P.S.: perché non aprire un canale di video sul Tubo in cui si danno consigli sull'uso della lingua e si coniano neologismi? Perché non organizzare una massiccia campagna mediatica? Perché non creare una trasmissione sulla RAI? Ah, giusto, il nostro governo è il primo a contribuire all'impoverimento dell'italiano.
Vede, io concordo anche su quest’ultimo punto, ma mi vedo costretto a invitarla di nuovo a leggere gli innumerevoli filoni nei quali abbiamo discusso di questi argomenti.

In definitiva, il gruppo Incipit agisce, a mio modo di vedere, con buon senso, perché deve operare in un ambiente favorevole alla difesa dell’italiano soltanto a parole: nella pratica la penetrazione degli anglicismi è talmente forte da insidiare addirittura il lessico fondamentale, e pochissimi se ne danno pensiero. Sicché è per me intelligente occuparsi soltanto dei forestierismi di recente introduzione, perché si possono sostituire piú facilmente rispetto alle parole straniere d’uso piú radicato. Personalmente, mi piacerebbe molto che oggi si dicesse diporto per sport e mescita per bar, ma è troppo tardi, e d’altro canto nemmeno le sanzioni del regime fascista riuscirono a eliminare questi anglicismi dall’uso.

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