«Poro» («povero»)
Moderatore: Cruscanti
- Ferdinand Bardamu
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«Poro» («povero»)
Poro per ‹povero›, in funzione soltanto attributiva, è presente, a quanto mi risulta, anche nel vernacolo toscano, oltre che in molti dialetti italiani (compreso il mio). Non è però messo a lemma in nessuno dei dizionari a mia disposizione. Mi chiedo perciò se questa forma abbia mai avuto qualche fortuna letteraria (una mia cursoria ricerca nella BibIt non ha dato risultati).
Re: «Poro» («povero»)
Qui da noi si dice al massimo poero, mai poro.Ferdinand Bardamu ha scritto:Poro per ‹povero›, in funzione soltanto attributiva, è presente, a quanto mi risulta, anche nel vernacolo toscano.
Secondo me è una questione cronologica. In tempi recenti credo che prevalesse poerannoi, anche perché più vicino alla forma italiana letteraria poveri a noi, ma in passato, perlomeno nella zona occidentale della provincia di Firenze dove abito, sembra che fosse più comune porannoi.Marco1971 ha scritto:Però è vero, stando ai miei ricordi, che è (o era) piú comune poerannoi. Può confermare?
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Daphnókomos
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Re: «Poro» («povero»)
Vedansi Battaglia e De Mauro.Ferdinand Bardamu ha scritto: lun, 18 giu 2012 10:24 Non è però messo a lemma in nessuno dei dizionari a mia disposizione.
Re: «Poro» («povero»)
Sono due parole con uso diverso. Il "poro" si usa in funzione esclusivamente attributiva ed in posizione prenominale. Comunissimo in espressioni come il "por'Antonio", per indicare che l'Antonio è fra i più.
Il Petrocchi, citato anche dal Battaglia, dà la definizione migliore, dalla quale peraltro si può desumere la posizione prenominale. L'uso pasoliniano di "porello", sempre riportato in citazione dal Battaglia, è romanesco e suonerebbe forestiero in Toscana.
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valerio_vanni
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Re: «Poro» («povero»)
Da me c'è poro, però non so da quale parte venga.
Re: «Poro» («povero»)
Penso che sia l’uso toscano.
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