Il salvadanaio

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Daphnókomos
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Il salvadanaio

Intervento di Daphnókomos »

Dialettalmente da me è la musina /mu'zina/, «forse dal "muso" della forma a maialino di certi salvadanai» - scrive Filippo Bonfante* nel suo dizionarietto veronese-italiano - «ma più verosimilmente dal termine greco da cui deriva il termine "elemosina"», ἐλεημοσύνη.

E da voi? :)

* Il dialetto veronese. Grammatica e dizionario essenziale, Cierre Edizioni, 2018
Graffiacane
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Re: Il salvadanaio

Intervento di Graffiacane »

In dialetto piacentino si dice salvadinè (ma alcuni vocabolari riportano, credo erroneamente, l'accento acuto in luogo del grave).
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Millermann
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Re: Il salvadanaio

Intervento di Millermann »

In Calabria si usa la stessa parola, d'origine napoletana, presente, nelle sue diverse varianti, anche in siciliano e in gran parte dell'Italia centrale e meridionale.

Da me, in particolare, è 'u carusíëllu /karuˈsiəllu/, quasi uguale al napoletano carusiello /karuˈsjɛllə/; nel resto della regione troviamo varianti con il nesso /ll/ palatalizzato (caruseju) o piú spesso retroflesso (carus(i)eddhu), come avviene anche per il siciliano caruseddu.

Non è una semplice rassomiglianza, è proprio la parola che ha dato origine all'italiano carosello nelle sue diverse accezioni. Deriva inizialmente da caruso (ragazzo, cosí detto per la consuetudine di avere la testa «carusata», cioè rapata), che ricordava la forma tonda e liscia del tipico salvadanaio di coccio. ;)
Immagine

Ricordo che, da bambino, chiamavo cosí il mio salvadanaio, anche se non era di coccio ma di metallo, e con l'apertura a combinazione.  :P
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Ferdinand Bardamu
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Re: Il salvadanaio

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Daphnókomos ha scritto: mar, 10 feb 2026 17:25 Dialettalmente da me è la musina /mu'zina/, «forse dal "muso" della forma a maialino di certi salvadanai» - scrive Filippo Bonfante nel suo dizionarietto veronese-italiano - «ma più verosimilmente dal termine greco da cui deriva il termine "elemosina"», ἐλεημοσύνη.
Marcello Bondardo nel suo Dizionario etimologico del dialetto veronese scrive alla voce «muśína»:

[D]a un tardo lat. *alemosina, dal bizant. eleemosyne ‘elemosina’ (REW 2839, DEI musina, EV muśína). Direttamente dal greco per via dell'accento (eleemosýne), per il CORTELAZZO 152-3.
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