«Ecumène», «ecúmena»?

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G. M.
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«Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di G. M. »

Nel DOP (cartaceo, 2010) c'è
ecumene [ekumène] (raro, alla lat., ecumena [ekùmena]) s. f. — err. l'uso come s. m.
Vorrei usare il termine in un testo che sto preparando, in un passaggio di tono sostenuto, in cui potrebbe star bene la forma latina. Ho provato a cercare conferme su altri dizionari, ma non sono stato fortunato, o mi sfugge qualcosa. Sul Treccani c'è solo ecumène, che viene fatto derivare (notate la e breve) «dal lat. oecumĕne, gr. οἰκουμένη (γῆ) ‹(terra) abitata›».

Ho provato a cercare forme latine corrispondenti in alcuni dizionari di latino in Rete (1, 2), ma senza successo. Non mi sono lanciato nel mare magno dei dizionari antichi su Google Libri perché non saprei valutarne la qualità.

Ho trovato invece qualcosa nel Calonghi cartaceo che ho a casa: «oecūmĕnē, ēs, f.».

Quindi, il mio dubbio è: dal latino oecumĕne è chiara l'accentazione sdrucciola ecùmen-, ma donde salta fuori la -a finale di ecùmena? Oecumĕne non dovrebbe darci ecùmene?

Il sito del DOP è ancora fuori linea e sembra che la voce non sia stata salvata, quindi non posso vedere se è stata aggiornata o espansa.
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Millermann
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di Millermann »

In attesa di pareri autorevoli, da profano mi viene da pensare che la forma ecúmena potrebbe essere una grafia marginale, forse frutto d'errori di trascrizione, rispetto alla piú diffusa ecumène, alla greca. :?

Anche sul GDLI, come avrà visto, si cita il Migliorini: «'ecùmena' (o, accostandosi di più al greco, 'ecumène'». Ma, a parte quello, della forma in -a ci sono pochissime attestazioni, perfino su Google Libri. Questo in italiano; perché, curiosamente, pare che in portoghese si dica proprio Ecúmena, colla giusta accentazione! :)

Cosa pensare, allora? Probabilmente, se l'ha detto il Migliorini, entrambe le forme sono ammissibili. Ma perché vorrebbe usare quella piú incerta? Semplice vezzo? :P
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Infarinato
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di Infarinato »

Ecúmena (< lat. oecūmĕnă) è la forma pienamente adattata alla morfologia latina (non esistono declinazioni [propriamente] latine in cui il nominativo singolare esca in ‑ē ;)).

Per una volta, il DiPI è piú chiaro al riguardo: ecumene ecumena.
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G. M.
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di G. M. »

Infarinato ha scritto: mer, 15 apr 2026 18:49 Ecúmena (< lat. oecūmĕnă) è la forma pienamente adattata alla morfologia latina (non esistono declinazioni [propriamente] latine in cui il nominativo singolare esca in ‑ē ;)).
Grazie mille, Infarinato. :)
Millermann ha scritto: mer, 15 apr 2026 12:50 Anche sul GDLI, come avrà visto, si cita il Migliorini: «'ecùmena' (o, accostandosi di più al greco, 'ecumène'».
Anche lì, la cosa non è chiarissima, visto che si cita quel pezzetto nell'etimologia ma ecùmena non è lemmatizzato nemmeno come variante… :?
Millermann ha scritto: mer, 15 apr 2026 12:50[C]uriosamente, pare che in portoghese si dica proprio Ecúmena, colla giusta accentazione! :)
…E c'è un'altra forma ancora: il titolo è Ecúmena, ma in voce c'è anche ecúmeno, fin dall'inizio. Entrambe le varianti sono registrate.
Fuori tema
Millermann ha scritto: mer, 15 apr 2026 12:50 Ma perché vorrebbe usare quella piú incerta? Semplice vezzo? :P
In generale, visto che il nostro greco è normalmente adattato passando per il latino, dove c'è possibilità di scelta preferisco, per coerenza, usare l'accentazione (e qui anche la forma) alla latina. Il brano in cui vorrei usarlo, come dicevo, è di tono sostenuto, per cui una variante rara non istona; e anzi, per il tema trattato questa scelta specifica può apparire appropriata… :wink:
brg
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di brg »

C'è comunque da dire che in italiano storicamente queste parole dotte sono state regolarmente adattate in "e". Abbiamo "agape", "Irene", "epochè", "sineddoche" e poi tutti i nomi di dee ed eroine, nonché molti nomi storici, "Selene", "Semele", "Ebe", "Mnemosine", "Calliope" e ancora "Frine", "Santippe" e così via.
Avatara utente
G. M.
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di G. M. »

Suggerirebbe di accentare alla latina ma con -e finale, come Mnemòsine (< Mnēmŏsy̆nē < Μνημοσύνη), Callìope (< Callĭŏpē < Καλλιόπη), e quindi ecùmene, seconda pronuncia riportata dal DiPI per ecumene?
brg
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Re: «Ecumène», «ecúmena»?

Intervento di brg »

G. M. ha scritto: ven, 17 apr 2026 9:17 Suggerirebbe di accentare alla latina ma con -e finale, come Mnemòsine (< Mnēmŏsy̆nē < Μνημοσύνη), Callìope (< Callĭŏpē < Καλλιόπη), e quindi ecùmene, seconda pronuncia riportata dal DiPI per ecumene?
Se fosse di tradizione ininterrotta, "ecùmene" sarebbe la scelta obbligata. Tuttavia ho il sospetto che sia un termine recuperato in epoca moderna, probabilmente nell'ottocento, ed è per quello che alcuni dizionari riportano una pronuncia alla greca, come in altre parole di pari modernità, quali "epochè" e "Didachè".

A questo punto cito un altro termine dotto, che finora avevo scelto di evitare per varie ragioni, che però torna utile per discutere il "come si dice". La parola italiana "imene", in tutte le sue accezioni, mi pare evidentemente incoerente con il latino "hymēn, ĭnis", che oltretutto, a differenza delle parole fin qui citate, è di una regolare terza declinazione. Magari "imene" ha subito l'influenza della parola "Imeneo", magari ha subito l'influenza del francese, magari una combinazione di queste cose. Fatto sta che il risultato è peculiare, più che "ecumène" a parer mio.
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