Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Moderatore: Cruscanti
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potidesciantis
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Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Buongiorno, da qualche tempo mi chiedo se, almeno a livello teorico, la locuzione "rendersi conto" sia suscettibile di flessione di genere e numero: poiché composta da una forma verbale e da un aggettivo ("conto", nell'accezione letteraria di "noto, conosciuto", e quindi "consapevole", alla base del sostantivo "contezza"), questo, in quanto tale, non dovrebbe essere declinato?: "Mario si rende conto"(="consapevole, al corrente di"), "Maria si rende conta" ecc. Del resto la maggior parte delle altre locuzioni composte da rendere (o rendersi) + aggettivo viene normalmente flessa: "rendere edotta la popolazione", "rendersi irreperibili"; inoltre, la flessione del participio ("Maria si è resA conto") dovrebbe suggerire di declinare anche l'aggettivo seguente.
Sbaglio a ipotizzare che potremmo aver perso (stavo per dire: contezza) coscienza dell'originaria natura aggettivale di "conto" e pertanto lo trattiamo come invariabile, oppure mi inganno dall'inizio? Non sto dicendo di andare in giro a dire: "rendetevi conti di" (="consapevoli riguardo a qualcosa"), ma mi chiedevo soltanto se almeno, ripeto, in teoria, "rendersi conto" avrebbe potuto essere declinato.
Grazie mille per l'attenzione e le eventuali risposte.
Sbaglio a ipotizzare che potremmo aver perso (stavo per dire: contezza) coscienza dell'originaria natura aggettivale di "conto" e pertanto lo trattiamo come invariabile, oppure mi inganno dall'inizio? Non sto dicendo di andare in giro a dire: "rendetevi conti di" (="consapevoli riguardo a qualcosa"), ma mi chiedevo soltanto se almeno, ripeto, in teoria, "rendersi conto" avrebbe potuto essere declinato.
Grazie mille per l'attenzione e le eventuali risposte.
- Infarinato
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Re: Flessione della locuzione «rendersi conto di»
No, la premessa è sbagliata: rendersi conto è il riflessivo (indiretto) di rendere conto, dove conto è un sostantivo. 
P.S. Benvenuto/a!
P.S. Benvenuto/a!
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potidesciantis
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Re: Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Ti ringrazio per l'illuminante risposta. Certo, il fatto che la Treccani stessa alla voce "contezza" cita "conto" aggettivo (e non sostantivo) come origine della parola mi aveva confermato nell'idea che potessero essere collegati, invece a quanto pare "rendersi conto" ha la stessa origine di "rendere conto", dove però è lampante la matrice contabile.
Chissà se in qualche testo letterario o saggistico pre-moderno esistono attestazioni di rendere + flessione dell'aggettivo "conto", anche perché, ripeto, "contezza" viaggia su un binario distinto: rendere conto a qualcuno vs rendere conto (cioè edotto, informato) qualcuno.
Chissà se in qualche testo letterario o saggistico pre-moderno esistono attestazioni di rendere + flessione dell'aggettivo "conto", anche perché, ripeto, "contezza" viaggia su un binario distinto: rendere conto a qualcuno vs rendere conto (cioè edotto, informato) qualcuno.
- Ferdinand Bardamu
- Moderatore
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Re: Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Fuori tema
Benvenuto anche da parte mia.
- Millermann
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Re: Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Le do anch'io il benvenuto.
Da «I desideri di Prudence» di Julia Justiss, 2019:
«Prima o poi si sarebbe resa conta di ciò che lui sapeva già […]»
qui (ultima riga).
Da «I fuggitivi» di Marco Dell'Omo, 2019:
«[…] i revisori del Ministero si sono resi conti che all'Asinara, ormai da decenni, viene consentita l'attività di pesca a voialtri ponzesi.»
qui (metà pagina).
Devo dire che, prima di leggere il suo intervento d'apertura, simili forme accordate al femminile o al plurale mi sarebbero suonate totalmente agrammaticali. Ora, non so perché, mi sembrano quasi giustificabili, come sinonimo d'un piú ricercato «rendersi edotti».
Ma siamo sicuri che sarebbe questo il significato? O «rendersi conto» (aggettivo) significherebbe invece «rendersi noto (agli altri)», cioè farsi conoscere?
In realtà, a cercare, qualche esempio si troverebbe, e nemmeno tanto letterario: ne cito giusto due tratti da romanzi recenti.potidesciantis ha scritto: lun, 20 apr 2026 13:13Chissà se in qualche testo letterario o saggistico pre-moderno esistono attestazioni di rendere + flessione dell'aggettivo "conto", anche perché, ripeto, "contezza" viaggia su un binario distinto: rendere conto a qualcuno vs rendere conto (cioè edotto, informato) qualcuno.
Da «I desideri di Prudence» di Julia Justiss, 2019:
«Prima o poi si sarebbe resa conta di ciò che lui sapeva già […]»
qui (ultima riga).
Da «I fuggitivi» di Marco Dell'Omo, 2019:
«[…] i revisori del Ministero si sono resi conti che all'Asinara, ormai da decenni, viene consentita l'attività di pesca a voialtri ponzesi.»
qui (metà pagina).
Devo dire che, prima di leggere il suo intervento d'apertura, simili forme accordate al femminile o al plurale mi sarebbero suonate totalmente agrammaticali. Ora, non so perché, mi sembrano quasi giustificabili, come sinonimo d'un piú ricercato «rendersi edotti».
Ma siamo sicuri che sarebbe questo il significato? O «rendersi conto» (aggettivo) significherebbe invece «rendersi noto (agli altri)», cioè farsi conoscere?
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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potidesciantis
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- Iscritto in data: lun, 20 apr 2026 9:39
Re: Flessione della locuzione «rendersi conto di»
Grazie a tutti per l'accoglienza; cercherò di stare attento agli allocutivi.Millermann ha scritto: lun, 20 apr 2026 14:38 In realtà, a cercare, qualche esempio si troverebbe, e nemmeno tanto letterario: ne cito giusto due tratti da romanzi recenti.
[…]
Devo dire che, prima di leggere il suo intervento d'apertura, simili forme accordate al femminile o al plurale mi sarebbero suonate totalmente agrammaticali. Ora, non so perché, mi sembrano quasi giustificabili, come sinonimo d'un piú ricercato «rendersi edotti».
Ma siamo sicuri che sarebbe questo il significato? O «rendersi conto» (aggettivo) significherebbe invece «rendersi noto (agli altri)», cioè farsi conoscere?![]()
In merito a quello che diceva, credo che l'accezione di "conto" che ci interessa (e che come ho detto ha originato "contezza") possa essere utilizzata anche nel caso che intende lei (se ho capito bene): "si è reso conto per le sue prodezze", cioè "si è fatto conoscere per le sue prodezze"; in questi casi desueti si declina secondo il genere e il numero: "si è resa conta per le sue prodezze" ecc.; Il fatto è che in "rendersi conto", "conto" non è, come supponevo, un aggettivo, ma un sostantivo legato quasi per idiomatismo a "rendere", e pertanto indeclinabile; tuttavia, "rendere conto" si può anche intendere come somma di rendere + aggettivo, e diventare suscettibile di flessione; in alcuni casi la flessione diventa obbligatoria: "rendi conta tua mamma che domani parto".
Negli esempi che ha proposto, "conto" può essere sostantivo o aggettivo a seconda della sfumatura arcaico-letteraria che gli si vuole dare.
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