Futuro ipotetico nel passato

Spazio di discussione su questioni di carattere sintattico

Moderatore: Cruscanti

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Ferdinand Bardamu
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Fuori tema
giofrida ha scritto: lun, 31 gen 2022 11:12 Altri cavilli... d'accordo, questo non sarà il foro dell'Accademia, ma immagino si possa dire che ne è di fatto l'erede.
Nessun cavillo. È vero che il fòro nasce ad opera di utenti che animavano le discussioni nel vecchio fòro ufficiale della Crusca, ma non si può dire che ne sia l’erede, dal momento che non siamo ufficialmente associati a nessun’istituzione, tanto meno alla Crusca.

Ad ogni modo, non si senta minacciato o attaccato: se le è stato fatto notare un errore o un’ineleganza, in uno spazio di discussione dedicato alla lingua italiana (e al suo buon uso!), non se ne dovrebbe avere a male. Dovrebbe invece far tesoro delle correzioni, e soprattutto evitare risposte piccate.

Le auguro una buona permanenza. :)
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lorenzos
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di lorenzos »

Gentile giofrida, ora che le i sono state puntate puntinate appuntate a puntino :) , posssiamo riprendere la questione: cosa c'è che non va in
- A seconda di quanto sarebbero stati generosi, avrebbero potuto concedermi un'ora come una settimana?
Grazie.
Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.
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Zabob
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di Zabob »

Mi aggancio a questo filone. Spero che il mio quesito sia in tema.

Consideravo la seguente frase:
- Se il biglietto fosse stato vincente, mi sarei comprato una macchina nuova.
E notavo come, in mancanza di un contesto, possa benissimo essere interpretata tanto come periodo ipotetico della possibilità (con futuro nel passato nell'apodosi) quanto come periodo ipotetico dell'irrealtà.

Per chiarire quel che intendo dire aggiungo una frase come premessa:
- Quel giorno comprai il biglietto della lotteria. Se fosse stato vincente, mi sarei comprato una macchina nuova.
Nella prima frase il verbo "comprare" è al passato remoto, e c'è anche un riferimento temporale. La frase successiva va quindi intesa come periodo ipotetico della possibilità: comprai il biglietto e in quel momento decisi che, se fosse stato vincente, poi avrei potuto comprare una macchina (futuro nel passato).

- Ho comprato un biglietto della lotteria. Se fosse stato vincente, mi sarei comprato una macchina nuova.
Nella prima frase il verbo "comprare" è al passato prossimo, non ci sono riferimenti temporali. La frase successiva va perciò intesa come periodo ipotetico dell'irrealtà: un giorno imprecisato ho comprato un biglietto della lotteria; non ho vinto nulla, altrimenti mi sarei comprato la macchina.

È corretto il ragionamento?
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di Infarinato »

No, la seconda frase non mi torna: ci vedrei soltanto un congiuntivo imperfetto / condizionale semplice, o un indicativo presente (o futuro) / indicativo presente (o futuro)…
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Zabob
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di Zabob »

Lei dice che sarebbe corretto «se il biglietto è/fosse/sarà vincente, allora compro/comprerei/comprerò una macchina nuova».
E su questo non ci sarebbero dubbi nel caso in cui avessi il biglietto in tasca adesso e l’estrazione non è ancora avvenuta.
Ma io mi riferivo a un evento passato.
Caso 1: «nel momento in cui acquistai il biglietto dissi a me stesso che, se fosse stato vincente, avrei comprato una macchina nuova». Siamo nel campo della possibilità: la settimana dopo quel biglietto sarebbe stato estratto (futuro nel passato); se tu lettore continui a seguirmi ti dirò com’è andata.
Caso 2: «acquistai un biglietto; oggi ti dico che, se fosse stato vincente, avrei comprato una macchina nuova». Qui siamo nel campo dell’irrealtà: l’estrazione è avvenuta e non ho vinto.

Rilevavo come il periodo ipotetico è formulato allo stesso modo ma occorra un contesto o dei riferimenti (anche sottintesi) per stabilirne il grado di realtà.

P.S.: ad ogni modo concorda che, nel primo caso: «nel momento in cui acquistai il biglietto dissi a me stesso che, se sarebbe stato vincente, avrei comprato una macchina nuova», sarebbe un errore il condizionale in corsivo dopo il “se”?
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Re: Futuro ipotetico nel passato

Intervento di Infarinato »

Zabob ha scritto: gio, 27 ago 2026 9:24 Lei dice che sarebbe corretto «se il biglietto è/fosse/sarà vincente, allora compro/comprerei/comprerò una macchina nuova».
E su questo non ci sarebbero dubbi nel caso in cui avessi il biglietto in tasca adesso e l’estrazione non è ancora avvenuta.
Ma io mi riferivo a un evento passato.
In italiano normale (toscano e genericamente centromeridionale, escludendo [per ragioni opposte] l’italiano meridionale estremo), un perfetto composto (cioè, un «passato prossimo») senza riferimenti temporali espliciti (o comunque desumibili dal contesto) può riferirsi soltanto a un evento le cui conseguenze siano ancora chiaramente avvertite nel presente.
Zabob ha scritto: gio, 27 ago 2026 9:24 Rilevavo come il periodo ipotetico è formulato allo stesso modo ma occorra un contesto o dei riferimenti (anche sottintesi) per stabilirne il grado di realtà.
Il discorso è piuttosto complesso. Si veda, e.g., Pier Marco Bertinetto, Tempo, aspetto e azione nel verbo italiano. Il sistema dell’indicativo, «Accademia della Crusca», Firenze, 1986.
Zabob ha scritto: gio, 27 ago 2026 9:24 P.S.: ad ogni modo concorda che, nel primo caso: «nel momento in cui acquistai il biglietto dissi a me stesso che, se sarebbe stato vincente, avrei comprato una macchina nuova», sarebbe un errore il condizionale in corsivo dopo il “se”?
Sí, direi che qui il costrutto canonico richiede il congiuntivo piucchepperfetto («trapassato»).
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