…È una questione che devo essermi già posto tempo fa —rilevo attraversando la mia giungla d'appunti—, ma sembra che non l'abbia ancora sollevata nel fòro. In italiano al momento non è ben consolidato un sostantivo per la 'qualità di ciò che è glabro'.
Glabrezza?,
glabrità?,
glabrizia,
glabrizie? Qualcos'altro ancora (…
glabritudine?)? Nessuno di questi è messo a lemma nel
GDLI, nel Treccani, nel
DOP, ma sono tutti
attestati.
Glabrizia e
glabrizie principalmente come termini botanici.
Glabritudine è rarissimo ma si trova anch'esso.
Ho provato a guardare in latino. Nel Lewis & Short c'è un comodo
glabritas, e basta. Ottimo: dunque
glabrità come scelta da preferire in italiano, allo stato attuale?
Fuori tema
Glabro è una parola che mi colpisce per un marcato carattere anti-fonosimbolico. Trovo che abbia un suono duro, aspro, che nella mia impressione contrasta col significato: l'assenza di pelo, almeno negli umani, mi pare solitamente associata piuttosto a sensazioni di «liscio, levigato, morbido».