«Il gazebo, i gazebi»

Spazio di discussione su questioni di carattere morfologico

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Marco1971
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«Il gazebo, i gazebi»

Intervento di Marco1971 »

Già s’era accennato a il tornado, i tornadi. Anche nel caso di gazebo i dizionari non sono tutti d’accordo: chi lo fa invariabile (la maggioranza) e chi tollera il plurale inglese gazebos (obbrobrio!). Solo il DOP non ha dubbi: «pl. -bi».

Quanto all’origine della voce, scrive l’OED:

Commonly explained as a humorous formation on gaze v., imitating Lat. futures like videbo ‘I shall see’ (cf. lavabo); but the early quots. suggest that it may possibly be a corruption of some oriental word.

Considerazioni riprese dal DELI:

Vc. ingl. der. da to gaze ‘guardare’, con un umoristico adattamento sul modello del lat. videbo, ‘vedrò’. Tuttavia, la piú ant. attest. (1752) (“a Chinese Tower or Gazebo”), fa piuttosto pensare ad una non ancora identificata vc. or.

Qualcuno ha qualche ipotesi di quale possa essere tal voce orientale (cinese?)?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

Bisognerebbe forse procurarsi quest’articolo

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bubu7
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Re: «Il gazebo, i gazebi»

Intervento di bubu7 »

Marco1971 ha scritto: Solo il DOP non ha dubbi: «pl. -bi».
Veramente anche il GRADIT dà solo il plurale gazebi. :)
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Solo nella versione su CD. In quella cartacea c’è scritto «s.m.inv.» (come anche nel De Mauro, cartaceo e in linea). Tutto ciò fa pensare a un’omissione o a un refuso piú che a una meditata scelta nella versione numerica del GRADIT.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bubu7 »

Marco1971 ha scritto:Tutto ciò fa pensare a un’omissione o a un refuso piú che a una meditata scelta nella versione numerica del GRADIT.
È possibile; come è possibile che, essendo il mio CD uscito successivamente (in concomitanza coll'aggiornamento cartaceo), esso accolga una correzione meditata.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

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Intervento di u merlu rucà »


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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Infarinato ha scritto:Bisognerebbe forse procurarsi quest’articolo
Ho richiesto l'articolo all'università locale tramite il servizio di prestito interbibliotecario (si chiama così in italiano il servizio Interlibrary Loan?).
Se quando mi arriva vedo che risolve il quesito, glielo mando.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto:...tramite il servizio di prestito interbibliotecario (si chiama così in italiano il servizio Interlibrary Loan?).
Sí, si dice cosí, anche se interbibliotecario non appare registrato (ma abbiamo, ad esempio, il modello di interbancario). Nel GRADIT c’è interbiblioteca e interbiblioteche come aggettivi invariabili (prima attestazione in Eco “Come si fa una tesi di laurea”, 1977). L’uso, come c’informa Google, propende però a larga maggioranza per prestito interbibliotecario, che è anche la forma da me preferita.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di bubu7 »

Tornando al plurale di gazebo, in rete si nota la netta prevalenza della forma invariabile (175.000 a 695 [289 per –os]).
Oggigiorno vi è la tendenza a trattare i forestierismi come invariabili anche quando, più o meno adattati, possiedono una terminazione che permetterebbe un plurale italiano “normale”.
Per gazebo la maggioranza dei vocabolari (come ricordava Marco), riflettendo l’uso prevalente, fa il termine invariabile.
Personalmente preferisco l’indicazione del Devoto-Oli 2007 che, pur indicando l’uso prevalente, segnala la possibilità del plurale in –i.
Non mi sembra accettabile l’indicazione secca del plurale in –i che non tiene conto dell’uso nettamente prevalente.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

Fausto Raso
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Intervento di Fausto Raso »

bubu7 ha scritto:Non mi sembra accettabile l’indicazione secca del plurale in –i che non tiene conto dell’uso nettamente prevalente.
Concordo totalmente, caro bubu7 :)
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Certamente. Tuttavia il DOP, a differenza degli altri, è un dizionario rigidamente normativo.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Incarcato
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Intervento di Incarcato »

E con la norma che prevede indeclinabili i nomi stranieri, come la mettiamo?
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Sono invariabili i forestierismi di struttura non italiana (film, sport, ecc.). Ma gazebo (come tornado) hanno morfologia pienamente italiana (tanto che non credo la maggioranza sappia che sono termini stranieri), sicché dovrebbero seguire la normale flessione i gazebi, i tornadi. Ovviamente non c’è nulla di grave nel lasciarli invariati ; sarebbe però auspicabile, per la funzionalità del sistema linguistico, evitare per quanto possibile d’introdurre discutibili eccezioni.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Infarinato »

Incarcato ha scritto:E con la norma che prevede indeclinabili i nomi stranieri, come la mettiamo?
Sarà forse dovuto al fatto che questa «norma» è relativamente recente, e negli anni ’60 (quando, cioè, la parola sarebbe entrata in italiano) ci sarà stata ancora dell’incertezza, incertezza acuita, come ricordava giustamente Marco, anche dalle sembianze italianissime del vocabolo.

Comunque sia, adoro questo coraggio un po’ anacronistico del DOP. Beccatevi quanto dice su euro:
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Bue
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Intervento di Bue »

Lo dice anche per frigo-frighi, video-videi, stereo-sterei?

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