«Premier» e «leader»

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Marco1971
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«Premier» e «leader»

Intervento di Marco1971 » dom, 19 mar 2006 0:04

Due anglismi che mi danno particolarmente fastidio, perché inutilissimi, sono premier e leader. Se per pigrizia non si riesce a dire primo ministro, non si vede perché, allora, non si sia accorciato in primo, che è esattamente il senso di premier – che l’inglese mutuò dal francese.

Leader è letteralmente colui che conduce. Duce non si può usare per gli ovvi motivi storici; ma capo va benissimo, e so che l’abbiamo messo nella lista (riporto solo alcune delle numerosissime citazioni):
Il Battaglia ha scritto:Capo 6. Persona che ha funzioni direttive, di comando, di governo, di responsabilità; chi gode di autorità sugli altri; chi ha un grado elevato in una gerarchia. [...]

Foscolo: Ho mandato al Capo dello Stato Maggiore un estratto da’ ruoli d’ogni Deposito per servire di foglio di chiamata certificato dal Generale Comandante d’armi di questa piazza.

Settembrini: Io aveva vent’anni, ed era della guarda nazionale, e una mattina feci la sentinella innanzi la camera dove erano a consiglio i capi della repubblica.

Carducci: Le riforme tributarie, amministrative, politiche, enunziate nel discorso di Stradella, mi paiono serie ed oneste, e tanto piú con le esplicazioni che un autorevole capo della sinistra intende recarvi.

Gramsci: Durante la crisi parlamentare francese... il capo dei cattolici accettava di entrare a far parte di un governo di coalizione repubblicana.
Oggi si sarebbe preferito leader della sinistra e leader dei cattolici, perché «fa fino». :P Ma né Carducci né Gramsci, che forse fini non erano, ebbero bisogno di questa parola.

Curatevi... mertate un avvenir migliore... ;)

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Federico
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Intervento di Federico » dom, 19 mar 2006 8:07

Tecnicamente "primo ministro" non si può dire in Italia (cosí sapevo) perché il Presidente del Consiglio non è gerarchicamente superiore agli altri ministri e non ha certi poteri (anche se in effetti con le ultime modifiche costituzionali li ha eccome: ma non durerà), insomma è "solo" un primus inter pares.
Certo, è assurdo che per questo motivo si usi "premier" che ha lo stesso identico significato, ma naturalmente essendo abusato l'ha perso, tanto che si chiama "premierato forte" quello che basterebbe definire "premierato" (almeno credo, guardando la definizione che ne dà il Treccani in linea).

Per quanto riguarda leader, non credo che lo si usi perché "fa fino"... ho quasi l'impressione che sia una sorta di "eufemismo sociale", come "operatore ecologico"...

fabbe
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Intervento di fabbe » dom, 19 mar 2006 9:35

Anche a me non piacciono per nulla "leader" e "leadership".

Stavo leggendo un giornale del 1994 che avevo stranamente conservato e notavo come al posto di leader si usasse (in politica) "capo", "segretario", "presidente".

E' vero "capo" è la traduzione più adatta, è già in suo in politica: "capo gruppo", "capo dello stato" etc.

Insomma il tipico caso in cui il termine entra nel linguaggio come "termine specifico" e poi espande la sua influenza semantica erodendo l'uso ed il significato di tanti termini italiani. Nel caso specifico "capo","dirigente" "presidente", "protagonista" ecc.

Io non uso "leader" e "leadership" facendo in questo modo (mostro le frasi di riferimento ):

LEADER

* Azienda/prodotto leader = azienda/prodotto protagonista

* Leader dello sport: campione dello sport

* Essere leader della classifica = essere in cima alla classifica / essere protagonisti della classifica

* I leader della coalizione: I vertici/i dirigenti della coalizione

* Il leader della coalizione: il capo/la guida/il presidente della coalizione

* Essere un bravo leader in azienda: essere un bravo dirigente in azienda

LEADERSHIP

* la leadership politica = la guida/gestione/dirigenza politica

* il leader controlla il suo team con una leadership forte: Il dirigente controlla la sua squadra con una gestione forte

* Mantenere la leadership del mercato: mantenere la supremazia/ il primato nel mercato

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Incarcato
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Intervento di Incarcato » dom, 19 mar 2006 13:33

Ha ragione Federico quando dice che il Presidente del Consiglio è un primus inter pares (un po' come Agamennone tra i capi achivi :wink:); e la Costituzione in proposito sancisce:
art. 95 Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri.
[...]
Per questi due anglismi che furoreggiano abbiamo in effetti molti sostituti: io uso di preferenza per leader (in àmbiti politici) capopartito, capofila o anche solo capo; per leadership, guida, comando, dirigenza. Ma ce ne sono tanti.

Bue
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Intervento di Bue » lun, 20 mar 2006 15:45

L'altro giorno tra una multa per eccesso di velocità e l'altra sentivo France Info e ho potuto constatare ancora una volta che anche i cugini francesi usano volentieri anglismi come leader (pron. lideur). Non usano "premier", però, chissà perché :wink:

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Federico
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Intervento di Federico » ven, 06 apr 2007 2:19

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? | Nullo, però che 'l pastor che procede, | rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; | per che la gente, che sua guida vede | pur a quel ben fedire ond'ella è ghiotta, | di quel si pasce, e più oltre non chiede. | Ben puoi veder che la mala condotta | è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, | e non natura che 'n voi sia corrotta.
(Purgatorio, XVI, 97)

Questo per dire che condotta può essere una parola (un po' ricercata) con cui sostituire leadership in certi casi.

promessainfranta
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Intervento di promessainfranta » ven, 02 gen 2009 19:24

Leggendo una citazione attribuita a Gaetano Salvemini, egli usò "condottiero" per l'odierno "leader".

“La tattica dell'onorevole Giolitti è stata sempre quella di
far la politica conservatrice per mezzo dei condottieri dei
partiti democratici: sia lusingandoli e addomesticandoli
per via di attenzioni individuali sia, quando si tratti di
uomini personalmente disinteressati, come Turati e
Bissolati, conquistandoli con riforme le quali non
intacchino seriamente gli interessi economici e politici dei
gruppi dominanti nel governo. [...] Giolitti migliorò o
peggiorò i costumi elettorali in Italia? La risposta non è
dubbia per chi voglia giudicare senza le traveggole
dell'amicizia. Li trovò e li lasciò nell'Italia settentrionale
quali si andavano via via migliorando. Li trovò cattivi e li
lasciò peggiori, nell'Italia meridionale”.
"Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono"

Antonio Gramsci

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bartolo
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Intervento di bartolo » lun, 05 gen 2009 11:11

A questo punto si riesumi imperatore e via. Oppure si scriva lider (c'è il màximo cubano che forse è caro a promessainfranta) e, pure qui, via.

CarloB
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Intervento di CarloB » lun, 05 gen 2009 15:21

Ho il sospetto che nel passo riportato Salvemini usasse condottieri in senso derisorio/spregiativo. Bisognerebbe confrontare quel passo con altri dei suoi scritti politici.
Quanto a lider màximo, alcuni settimanali politici hanno già provveduto da tempo ad adottare ironicamente l'espressione, ma con la maiuscola e riferendola a Massimo D'Alema. :lol:

promessainfranta
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Intervento di promessainfranta » lun, 05 gen 2009 19:35

bartolo ha scritto:A questo punto si riesumi imperatore e via. Oppure si scriva lider (c'è il màximo cubano che forse è caro a promessainfranta) e, pure qui, via.
Che cosa mi sia caro o no, non è affar suo! Riservi il suo sarcasmo da strapazzo ad un amico di merende.
P.S. Qualora volesse replicare, la pregherei di farlo mediante un messaggio privato.
"Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono"

Antonio Gramsci

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Federico
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Intervento di Federico » lun, 05 gen 2009 22:20

promessainfranta ha scritto:Leggendo una citazione attribuita a Gaetano Salvemini, egli usò "condottiero" per l'odierno "leader".
Ogni tanto può essere opportuno, perché no?

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bartolo
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Intervento di bartolo » mar, 06 gen 2009 12:19

Promessainfranta ha scritto: Che cosa mi sia caro o no, non è affar suo! Riservi il suo sarcasmo da strapazzo ad un amico di merende.
P.S. Qualora volesse replicare, la pregherei di farlo mediante un messaggio privato.

Bartolo risponde:

Non vedo il motivo di risponderLe in privato: non voglio avere nulla a che fare con Lei eccezion fatta per il presente Forum. L'acidità della Sua risposta mi costringe a figurarmi un quadro grigio della Sua salute psichica, e quindi evito di maramaldeggiare. Le merende le lascio alla Sua immaginazione malata. Se vuole evitare insinuazioni sulle cose che Le sono care, ci risparmi citazioni come quella che appare in calce alle Sue risposte. Un cittadino del Vaticano potrebbe risentirsene. Ma anche ogni persona assennata o di buon gusto. Se vuole confermarla, si assuma le Sue responsabilità e non si lamenti. Viva Pio IX e Fidél Castro!

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Infarinato
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Info contatto:

[FT] Di anticlericalismo, merende e imperatori

Intervento di Infarinato » mar, 06 gen 2009 12:36

bartolo ha scritto:Promessainfranta ha scritto: […]

Bartolo risponde: […]
Confidando nell’intelligenza e nella maturità degl’interlocutori, mi auguro di poter considerare archiviato questo piccolo incidente.

Non saranno tollerati ulteriori tralignamenti.

Grazie.

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bartolo
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Re: [FT] Di anticlericalismo, merende e imperatori

Intervento di bartolo » mar, 06 gen 2009 12:43

Bene. Faccio la promessa di non tralignare e mi impegnerò a non infrangerla. De hoc satis. :wink:

promessainfranta
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Re: [FT] Di anticlericalismo, merende e imperatori

Intervento di promessainfranta » mar, 06 gen 2009 14:25

bartolo ha scritto:Bene. Faccio la promessa di non tralignare e mi impegnerò a non infrangerla. De hoc satis. :wink:
Mi rimetto alla volontà dell'amministratore. Crimen Sollicitationis. :wink:
"Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la chiesa, sono dispotici i governi che intaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono"

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