Un attimo: sono stato io a inserire parafuoco, tuttavia mi sono permesso di farlo solo perché può fungere, in una sua accezione, da traduzione letterale del termine inglese spiegato in quella parentesi; non avrei certo indicato come proposta una qualunque parola solo perché scelta in un nostro sondaggio.Decimo ha scritto:In conclusione: la fonte che cita è certamente influenzata da Wikipedia, in cui i traducenti parafuoco e tagliafuoco sono frutto del lavoro del nostro Federico, che, ipoteticamente, avrebbe potuto inserire in corsivo un'altra proposta se, a suo tempo, fosse stato bocciato nel sondaggio parafuoco.
«Firewall» e «Router»
Moderatore: Cruscanti
-
ilparoliere
- Interventi: 306
- Iscritto in data: sab, 13 nov 2021 15:50
Re: «Firewall» e «Router»
Sul mio grande dizionario francese-italiano della Garzanti del 2005 la parola francese routeur (traducente francese di router) viene tradotta in italiano come indirizzatore.
Re: «Firewall» e «Router»
Esiste anche "indirizzatore", ma "i(n)stradatore" è più diffuso e accettato.ilparoliere ha scritto: sab, 28 set 2024 15:49 Sul mio grande dizionario francese-italiano della Garzanti del 2005 la parola francese routeur (traducente francese di router) viene tradotta in italiano come indirizzatore.
-
ilparoliere
- Interventi: 306
- Iscritto in data: sab, 13 nov 2021 15:50
Re: «Firewall» e «Router»
Tra l'altro in una puntata doppiata in italiano della serie televisiva statunitense 24 che non mi ricordo qual era mi sembra di aver sentito il termine instradatore al posto di router per quale motivo non saprei, anche se nel linguaggio comune nessuno lo usa...
- Lorenzo Federici
- Interventi: 1019
- Iscritto in data: sab, 27 ago 2022 16:50
- Località: Frosinone
Re: «Firewall» e «Router»
Sono due termini che, se fossimo stati più aperti agli adattamenti fonetici che funzionano anche come calchi, pirivallo (misto come televisione e ludopatia, foneticamente vicino a firewall; altrimenti ignivallo o piroframma) e rottiere sarebbero state soluzioni vicine all'inglese ma altrettanto naturali in italiano, però accontentiamoci di parafuoco e instradatore. Le mie sono proposte oggi irrealistiche, ma se non consideriamo come sono andate le cose perché dovrebbero esserlo?
Una piccola riflessione: se all'inizio, per questo e per tanti altri termini, fossero stati proposti dei termini vicini all'inglese, specialmente nel caso di rottiere, forse oggi li useremmo ancora, un po' come nessuno sano di mente dice il program o l'application (ma l'app si dice perché l'appli non si è mai affermato) o come ancora oggi diciamo digitale, libreria e aria condizionata (traduzioni sbagliate, ma fonotatticamente ineccepibili), al contrario di come invece si dice oggi social e non sociali perché si è continuato a dire i social network invece di trovare un compromesso foneticamente simile (magari le sociali reti o le socialreti, che sarebbe diventato le socia(li) facilmente). Questo compromesso non esiste perché si predilige la traduzione trasparente (le reti sociali). Oggi la cosa più realistica è che i social diventi un oscuro ma strutturalmente italiano i socia, magari per analogia a i media, ma dubito che possa succedere presto.
Nel complesso, l'inversione tra specificazione e nome ce l'abbiamo già nei prestiti classici (greci e latini) e non solo (bistecca e risciò, ma nessuno le considera parole composte), anche nelle frasi si usa senza problemi («un oscuro ma strutturalmente italiano i socia»), quindi non mi sembra nemmeno così esagerato cedere a questa tendenza pur di salvaguardare la fonotassi.
Una piccola riflessione: se all'inizio, per questo e per tanti altri termini, fossero stati proposti dei termini vicini all'inglese, specialmente nel caso di rottiere, forse oggi li useremmo ancora, un po' come nessuno sano di mente dice il program o l'application (ma l'app si dice perché l'appli non si è mai affermato) o come ancora oggi diciamo digitale, libreria e aria condizionata (traduzioni sbagliate, ma fonotatticamente ineccepibili), al contrario di come invece si dice oggi social e non sociali perché si è continuato a dire i social network invece di trovare un compromesso foneticamente simile (magari le sociali reti o le socialreti, che sarebbe diventato le socia(li) facilmente). Questo compromesso non esiste perché si predilige la traduzione trasparente (le reti sociali). Oggi la cosa più realistica è che i social diventi un oscuro ma strutturalmente italiano i socia, magari per analogia a i media, ma dubito che possa succedere presto.
Nel complesso, l'inversione tra specificazione e nome ce l'abbiamo già nei prestiti classici (greci e latini) e non solo (bistecca e risciò, ma nessuno le considera parole composte), anche nelle frasi si usa senza problemi («un oscuro ma strutturalmente italiano i socia»), quindi non mi sembra nemmeno così esagerato cedere a questa tendenza pur di salvaguardare la fonotassi.
Chi c’è in linea
Utenti presenti in questa sezione: Ahrefs [Bot], Infarinato e 9 ospiti